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07/04/2017 | 15:36

Secondo il consigliere regionale del Partito Democratico Sergio Blasi non servono due concerti e soprattutto non serve alla battaglia utilizzare la Fondazione della Notte della Taranta che sbaglia a 'mettersi sull'attenti al primo cenno di Emiliano'.


Il Lungomare di San Foca


San Foca. Per opporsi alla realizzazione del gasdotto della Trans Adriatic Pipeline che, viaggiando per 3500 chilometri e sette paesi, porterà in Europa ogni anno 10 miliardi di metri cubi di gas azero, tutte le strade sono utili, anche quella della musica. Per questo, all’ombra degli ulivi secolari ‘minacciati’ in questi giorni dalla multinazionale svizzera e ‘protetti’ con le unghie e con i denti dai manifestanti, andranno in scena non uno, ma ben due concerti per urlare il secco NO al progetto considerato strategico per il territorio, ma non per buona parte della comunità salentina.  Due eventi, ma un unico messaggio.
  
E così si lavora per programmare tutto. Da un lato c’è il So What Festival di Melpignano che sta organizzando un ‘concertone del primo maggio’ sul litorale di San Foca, per ribadire – qualora non fosse chiaro – quello lo slogan dei contrari: né qui né altrove. Dall’altro c’è l’evento in programma per il 25 aprile, sempre a San Foca. Era stato Michele Emiliano ad annunciare la ‘proposta’ durante la Borsa internazionale del turismo (Bit) di Milano: «Ho chiamato il presidente della Fondazione Notte della Taranta e gli ho chiesto di organizzare per la Festa della Liberazione un grande concerto per difendere il nostro mare e la nostra bellezza. Lo faremo con la musica: la musica sarà il modo attraverso il quale riusciremo a convincere gli altri - aveva dichiarato il Governatore - del fatto che questa volta abbiamo ragione noi».
  
Un’idea che non è piaciuta al fondatore del Festival, Sergio Blasi che ritiene sbagliato utilizzare Fondazione La Notte della Taranta. «Il concerto No-Tap c’è già, fissato per il primo maggio, e organizzato “dal basso” – ha dichiarato in una nota il consigliere regionale del Pd - Non servono due concerti e soprattutto non serve alla battaglia per opporsi all’approdo a San Foca del gasdotto, impiegare un’istituzione culturale la cui missione sarebbe lavorare al recupero e alla valorizzazione del patrimonio immateriale dei canti del Salento e non prestarsi a battaglie politiche per quanto giuste e condivisibili».
  
«Non posso fare a meno, avendola fondata, di avvertire un sentimento di disagio nel vedere La Notte della Taranta impugnata e impiegata come strumento in una contesa politica e istituzionale per quanto il fine sia giusto e condivisibile. Non dimentichiamo mai – prosegue Blasi – che La Notte della Taranta è di tutti, come di tutti è il patrimonio culturale sul quale è stata edificata. La sua sfida è sempre stata essere nella modernità senza tradire la tradizione culturale del Salento e l’affetto per la propria terra. Per questo sarebbe meglio, a mio parere, che il Presidente Emiliano si astenesse dall’utilizzarla in questo modo e ovviamente che la stessa Fondazione esibisse un profilo più consono alla sua missione culturale, evitando di mettersi sull’attenti al primo cenno».




Autore: A cura della Redazione

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