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27/04/2017 | 09:40

Dispiegamento delle forze di polizia, nella notte, nei pressi del cantiere TAP situato a San Basilio. Con le ruspe sono state abbattute le barricate erette dagli attivisti contro il gasdotto, facendo proseguire le operazioni di messa in dimora degli ultimi undici ulivi.


Tap espianto di alberi di ulivo


San Foca. Un intervento della polizia è stato compiuto nella notte nell'area del cantiere Tap in località San Basilio, a San Foca. Stando a quanto riportato da una nota ANSA, infatti, con le ruspe sono state abbattute le barricate erette nelle strade a ridosso della zona Tap, dopo la sentenza del TAR Lazio, e che ostruivano il transito veicolare. Le barricate erano state erette dagli attivisti in protesta contro la realizzazione del gasdotto e contro l'espianto degli ulivi, in gran parte e a più riprese già eradicati e messi a dimora. L'operazione degli agenti ha inoltre consentito di dare il via alla sistemazione degli ultimi undici ulivi, già zollati, che ricadono nel cantiere.

I manifestanti, che da settimane presidiano notte e giorno l'area sono stati colti di sorpresa e, attraverso una cintura di uomini delle forze dell'ordine, confinati in una zona in prossimità dell'ingresso del cantiere. Ciò ha determinato una protesta fatta di slogan gridati contro la polizia.

Non solo. In un nuovo incontro – tenutosi ieri alla presenza del prefetto Claudio Palomba, dei vertici del consorzio e dei tecnici agronomi della Regione Puglia, seguito al sopralluogo effettuato lunedì scorso dagli agronomi regionali – è stata ribadita la necessità di provvedere a sistemare al più presto nei vasi gli undici ulivi eradicati con la zolla che raccoglie le radici nel lotto A1, i quali altrimenti avrebbero rischiato di seccare. Tap aveva espresso la necessità di procedere all'invasamento entro il prossimo 30 aprile, visto che dopo non sarebbe possibile più farlo fino a novembre, come previsto dalla legge regionale.

Secondo i tecnici dell'Osservatorio fitosanitario regionale e del Servizio provinciale dell'Agricoltura aspettare dopo l'estate avrebbe comportato una morte sicura per gli ulivi già zollati per via delle radici già recise.

Gli attivisti del comitato No Tap avevano invece chiesto che le piante non fossero eradicate e messe nei vasi, bensì lasciate e curate sul terreno.




Autore: A cura della Redazione

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